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CESENA – STUDIO SULLA CITTA’

viale mazzini

 

“Cesena, città che si trasforma – Nuovi strumenti di governo della città” è un progetto condotto dal comune di Cesena con “ZONA A”, il comitato che raggruppa quattro associazioni di categoria del commercio e artigianato (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e CNA) e l’amministrazione comunale,   nato per valorizzare il centro storico.

Cesena è in continua trasformazione, così come tante altre città italiane, sociale, economica e architettonica. Questi cambiamenti si riflettono quindi sulla necessità di nuovi strumenti di gestione della città, di cui è importante facilitare e gestirne lo sviluppo.

“Cesena, nuove forme di governo della città”, si basa su un reale strumento di gestione della città che negli Stati Uniti e in Gran Bretagna ha portato grandi risultati in diversi centri urbani. In gergo si chiama Town Center Management, che tradotto in italiano suona come “gestione del centro cittadino”. Capiamo cos’è e come funziona il Town Center Management.

 

IL TOWN CENTER MANAGEMENT

Il Town Center Management è uno strumento di gestione che si sviluppa principalmente negli USA e in Canada per rispondere alla necessità di coordinare la complessità sempre crescente di stimoli, richieste, offerte, eventi, manifestazioni e necessità commerciali, turistiche e di servizi dei centri urbani.

Sbarca oltreoceano nel Regno Unito dove si afferma come sistema ottimale per la gestione di alcune città, come Cambridge [link ad articolo su tcm],  per poi diffondersi anche in Italia, dove si sviluppano esperienze riconducibili a TCM soprattutto in  Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Umbria.

Oggi, in diverse regioni italiane, si conferma un valido alleato delle amministrazioni pubbliche, che ne riconoscono la valenza strategica e la portata innovativa.

“Nel definire tale ipotesi si è tenuto conto anche della direzione in cui stanno andando le esperienze internazionale come quelle dei BID e TOWN CENTRE MANAGEMENT del mondo anglosassone, oltre a quelle di alcune Regioni Italiane con l’attivazione di figure di «City manager (Es: Manager» di distretto in Veneto e DUC Lombardia)”.

 

IL PERCORSO DI CESENA

Ve ne parliamo perchè, come già successo in passato, quest’anno abbiamo utilizzato i fondamenti del TCM per analizzare e offrire soluzioni ed idee all’amministrazione della città romagnola.

Come ci si approccia alla complessità di una città? Cosa si studia in questi casi?

Il percorso inizia con un’analisi del contesto urbano con particolare attenzione ai comparti del commercio, del turismo e dei servizi. Si studiano i flussi pedonali, per capire come viene vissuta la città, quali strade sono le più battute, quali sono le “porte di entrata” e quali quelle di “uscita”, elementi che possono sembrare secondari ma che invece determinano la vita commerciale delle città.

Analizziamo statistiche e sottoponiamo i frequentatori del centro a questionari ed indagini già realizzate per altri progetti per capire i motivi di visita, le attitudini di acquisto, le motivazioni di spostamento. I punti di vista di chi frequenta il centro sono altrettanto importanti delle informazioni fornite dai dati e l’incrocio dei due aspetti ci aiuta a trovare le soluzioni ideali da suggerire a chi ci chiede questo studio.

Gli aspetti da analizzare sono molti e il dialogo con le amministrazioni pubbliche è fondamentale anche in questa fase. Si studia l’apporto dato dal turismo, i piani e i luoghi della sosta delle auto, gli spazi urbani di maggiore frequentazione, si fa un censimento delle attività commerciali, si studiano i luoghi della cultura: elementi che messi in rete danno il quadro della complessità della città.

Infine si raccolgono opinioni e dati sugli interventi che sono stati fatti in città o che ancora sono in atto. Ad esempio, la ristrutturazione di antichi edifici simbolo della città, la creazione di nuove aree dedicate alla cultura, la riqualificazione delle vetrine di locali commerciali vuoti. E’ importante capire cosa ha funzionato e cosa no.

 

IL CASO DI CESENA: UNA CITTA’ CHE SI TRASFORMA

Il caso cesenate è interessante specialmente perchè la città e il centro storico stanno attraversando profonde trasformazioni, di cui le principali sono:

Nel 2012 viene attivato un sistema condiviso di governance delle politiche che riguardano il centro storico con lo strumento di “Zona A”. Oggi è importante avviare la “fase 2” per compiere un ulteriore passo per una gestione condivisa e pragmatica.

Le attività economiche sono state coinvolte in iniziative come “Accendiamo le vetrine spente” per il riutilizzo dei locali vuoti e “Contributi per nuove imprese”  e “No tax area” per Favorire start up di nuove imprese, trasferimenti, nuovi punti vendita in centro storico.

 

foro annonario

Nel 2014 è stato inaugurato il foro Annonario dopo due anni di lavoro e la sua trasformazione in centro commerciale. Il luogo ha una rilevanza strategica per la vitalità commerciale dell’intero centro storico e per questo è importante avviare un valido progetto per l’utilizzo degli spazi vuoti.

Il centro storico si è dimostrato luogo di  identità cittadina per la cultura, le relazioni e il tempo libero. Lo dimostrano la Nuova Biblioteca Malatestiana, il Complesso di San Biagio e iniziative come Piazze di Cinema e i Pubblici esercizi Info Point.

Una nuova area pedonale è nata nel centro storico tramite l’estensione della ZTL alla piazza della Libertà, utilizzata come parcheggio per auto. Il cantiere, nato a ottobre 2015, ha sollevato problematiche da parte delle associazioni di categoria in riferimento a  effetti negativi sull’accessibilità al centro, alla scarsa sicurezza nelle ore serali e alla preoccupazione sulla non chiara definizione di nuove funzioni della piazza.

Il mercato ambulante bisettimanale, che oggi si svolge in piazza del Popolo e in viale Mazzoni, è stato oggetto di un progetto di valorizzazione che enfatizza il ruolo del mercato come uno dei principali attrattori del centro e che coinvolge gli operatori del mercato ambulante, le loro associazioni di categoria e gli uffici comunali.

 

Oltre ai soggetti già coinvolti e appartenenti a Zona A (Comune, Confcommercio, Confesercenti, CNA e il Tavolo operativo di Zona A) si spera nel coinvolgimento di altri attori di spicco della città, come il Teatro Bonci, lo IAT, la Biblioteca Malatestiana, le grandi aziende produttrici del territorio, come Orogel, Technogym e Trevi e i comitati di operatori del commercio, turismo e servizi per azioni sinergiche e di valorizzazione.

Le proposte fanno riferimento in sintesi  a:

  • Evoluzione della governance (Cabina di Regia) con una funzione di coordinamento efficace per la creazione di sinergie e coinvolgimento attivo dei diversi attori per la valorizzazione della città;
  • Creazione di progetti per piazze e gallerie del centro storico, in modo da renderle attrattive per funzioni diverse che spazino dal tempo libero alla cultura, cibo ed enogastronomia, per generare luoghi di incontro e favorirne l’attrattività;
  • Azioni per incrementare l’attrattività commerciale della città e del centro anche anche attraverso lo studio di casi in città simili che hanno sviluppato azioni che possano essere replicabili nel centro cesenate;
  • Valorizzazione di percorsi con azioni in tema di segnaletica, illuminazione, fruibilità ed eventi con ricerca di casi di riferimento da analizzare.
  • Definizione, in sede di Cabina di Regia, di una strategia sull’immagine del centro, ad esempio il Brand «Cesena centro: shopping, benessere, cultura, gusto», immagine coordinata e comunicazione sul web.
  • Presentazione di “case history” di riferimento per la ristrutturazione e riqualificazione del Foro Annonario

Per approfondire:

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